5. Asset Allocation Tattica

alfaconsulenza_davide-dalmassoNel nostro viaggio intrapreso tra le strategie applicate dai consulenti ALFA, oggi abbiamo selezionato l’Asset Allocation Tattica. Per aiutarci a comprenderne i meccanismi e gli obiettivi, ci affidiamo a Davide Dalmasso, Responsabile Strategie di Investimento Quantitative in ALFA SCF.

 

Redazione: Buongiorno Davide, grazie per essere con noi. Iniziamo dai termini utilizzati nel nome di questa strategia; cosa determina la “tatticità” di un’asset allocation?

Buongiorno a tutti. L’asset allocation viene definita tattica quando è basata su una visione contingente ed è utilizzata al fine di adattare la composizione di portafoglio a temporanei trend del mercato. Il timing, ovvero il fattore tempo, è in generale un elemento molto importante per questo tipo di strategie che favoriscono l’assunzione di posizioni in mercati specifici e di nicchia regolandone e monitorandone l’esposizione nel tempo a seconda dell’evoluzione del contesto di mercato. Un importantissimo corollario di questa definizione è la possibilità di modulare l’esposizione azionaria ed eventualmente azzerarla di fronte a conclamati bear market (es. 2008).

Redazione: I mercati finanziari sono sempre più interconnessi e questo ne aumenta la suscettibilità ad ogni fattore di instabilità. In che modo l’asset allocation tattica aiuta gli investitori ad affrontare questo problema?

Liquidando le posizioni quando questi fattori di allarme si manifestano. Occorre però premettere che non tutte le notizie che fanno scalpore hanno un riflesso sull’andamento dei mercati. Per questo motivo è importante dotarsi di un sistema decisionale oggettivo e imparziale che permetta di rilevare se le tendenze dei mercati sono cambiate senza che il giudizio venga offuscato da emotività e soggettività. Un algoritmo quantitativo soddisfa queste esigenze ed ha inoltre il pregio di valutare i fatti senza considerare le previsioni degli analisti, che non sempre si rivelano corrette (Brexit e Trump sono due esempi eccellenti).

Redazione: Quanto frequentemente viene movimentato il portafoglio?

Se si vuole avere un portafoglio che si adatti dinamicamente alla situazione contingente dei mercati finanziari, occorre monitorare costantemente i loro movimenti. D’altro canto, il nostro obiettivo principale rimane quello di investire e non quello di speculare con trading giornaliero. Attraverso questo portafoglio modello riteniamo di aver trovato il giusto equilibrio tra flessibilità e controllo del numero di operazioni. L’analisi delle tendenze dei mercati infatti viene effettuata settimanalmente ma queste verifiche periodiche generano mediamente un solo intervento al mese sul portafoglio. Nelle fasi di maggior turbolenza dei mercati i segnali potrebbero essere più ravvicinati mentre in momenti di bassa volatilità e trend stabili il portafoglio potrebbe rimanere inalterato per più mesi.

Redazione: Quali sono gli elementi che un investitore deve prendere in considerazione prima di intraprendere questa strategia?

La strategia di asset allocation tattica ha un approccio di investimento accattivante, ma ci sono importanti implicazioni da tenere in considerazione. Innanzitutto le indicazioni generate da questa strategia devono essere seguite con celerità proprio perché si riferiscono alla situazione contingente dei mercati che evolve continuamente. Inoltre, tutte le strategie flessibili e dinamiche nel medio-lungo termine tendono a generare un ritorno superiore a quelle statiche, ma nel breve periodo può accadere che le scelte intraprese si rivelino volatili o addirittura che si debba vendere in perdita. Volendo riassumere questi concetti potremmo dire che la dinamicità ha un costo, non solo sotto il profilo economico, ma anche in termini di tempo e di emotività. Per questi motivi la strategia di asset allocation tattica non è adatta a tutti gli investitori.

Redazione: Quali strumenti si adattano meglio a questo tipo di strategia?

Al fine di determinare quali strumenti sono più adatti per implementare questa strategia occorre valutare due aspetti: costi e tempestività di realizzo delle modifiche di portafoglio. Se i costi sono troppo alti infatti potremmo erodere in modo sensibile i vantaggi derivanti dalla movimentazione e come ricordato in precedenza, è fondamentale che l’esecuzione delle raccomandazioni avvenga in modo contestuale e rapido per essere coerenti con quanto sta avvenendo sui mercati. Gli ETF si sposano sicuramente molto bene con questa strategia e soddisfano le esigenze appena descritte. Ma anche un paniere di fondi monomarca può assolvere egregiamente questo compito se sufficientemente diversificato. Le operazioni di switch infatti sono molto efficienti in termini di costi ed anche efficaci sotto il profilo della rapidità di esecuzione.

Redazione: Pertanto, potremmo avere un investitore che segue questa strategia implementandola con ETF ed un altro che la realizza con fondi della casa X?

Proprio così! L’algoritmo quantitativo che sta alla base di questa strategia è uno solo ma si presta a personalizzazioni in funzione, non solo degli strumenti con cui si preferisce implementare la strategia ma anche in relazione al grado di rischio che si vuole assumere. Questo avviene indicando una percentuale massima di esposizione azionaria oltre la quale il portafoglio non può spingersi. Se l’investitore è estremamente avverso al rischio il limite può essere posto a zero così da avere un portafoglio che si muove dinamicamente tra asset class obbligazionarie. Nel caso in cui vi sia interesse per un portafoglio bilanciato l’esposizione azionaria potrebbe arrivare fino ad un massimo del 50%, mentre se si vuole maggiore aggressività il limite può essere settato al 100% così che nelle fasi di bull market il portafoglio sia interamente investito in asset class azionarie. In ogni caso il principio di fondo rimane lo stesso, ovvero avere un portafoglio che si adegua all’evoluzione dei mercati, investendo su quelle asset class che presentano un trend positivo.

 

Redazione:  Grazie Davide, sei riuscito a rendere semplice la spiegazione di un “algoritmo quantitativo”, che risulta complicato già solo a nominarlo. Riassumendo, la strategia di Asset Allocation Tattica è come un “motore” che analizza in modo quantitativo il paniere di strumenti che gli viene assegnato e restituisce un portafoglio dinamico. Come risultato, cosa propone ALFA al cliente finale?

Come ho detto prima, il livello di personalizzazione offerto dal modello è elevato, in relazione sia alla soglia massima di equity sia al paniere di strumenti.  I “building block” più frequentemente utilizzati nella consulenza ai clienti, presenti in questa pagina, sono il Portafoglio Tattico 0-50%, Portafoglio Tattico ETF Obbligazionario, Portafoglio Tattico ETF Azionario.

Redazione: Un saluto a Davide e a tutti i lettori. A presto!

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