10. Portafoglio Azionario Evergreen

alfaconsulenza_stefano-simionatoTorniamo a parlare insieme a Stefano Simionato, responsabile dell’Ufficio Studi e consulente patrimoniale in ALFA SCF. Oggi chiediamo a Stefano di parlarci di una strategia azionaria a bassa movimentazione ma con ottimi risultati rispetto ai benchmark.

Redazione: Buongiorno Stefano. Cos’è la strategia “Evergreen” e quali sono i suoi obiettivi?

Si tratta di una selezione di singoli titoli azionari che possono generare, in un orizzonte di medio-lungo periodo, performance superiori rispetto al mercato.

Molto spesso, strategie di questo tipo implicano una rotazione frequente dei titoli e regole di gestione complesse. La strategia “evergreen”, invece, si basa su un numero ristretto di titoli e su pochi e rari movimenti. Questo permette di rendere semplice e accessibile a tutti l’obiettivo di battere il mercato.

Redazione: Come sono selezionati i titoli?

La selezione dei titoli avviene prima di tutto sulla base di un filtro fondamentale. Le aziende che rientrano nelle liste e nei portafogli evergreen sono caratterizzate da numeri interessanti in termini di fatturato, margini e utili; inoltre hanno dimostrato di saper generare con costanza un buon flusso di cassa. Ciò che più conta però, è che al momento dell’acquisto queste società abbiano prezzi attraenti rispetto ai loro fondamentali, siano cioè sotto-valutate sulla base del nostro modello interno proprietario di analisi del fair value.

Redazione: Come deve essere gestito un portafoglio che si basa sulla strategia evergreen?

I titoli selezionati dal modello vanno acquistati in ottica di lungo termine e non sono mai mantenuti in portafoglio per un periodo inferiore all’anno. Questo da un lato significa che può essere necessaria pazienza affinché il portafoglio generi i risultati desiderati, dall’altro che in alcuni casi occorre resistere alla “tentazione” di vendere in plusvalenza i titoli che hanno intrapreso un percorso di crescita.

La gestione del portafoglio evergreen necessita quindi di un buon grado di disciplina.

Redazione: Su quali mercati la strategia è stata messa a punto?

Prima di tutto sul mercato azionario europeo: le liste “Evergreen” comprendono quindi titoli in Euro dei principali mercati del Vecchio Continente, così come titoli in Sterline e Franchi Svizzeri. Il loro “benchmark” è l’indice Stoxx 600.

La logica alla base della strategia evergreen può però essere sicuramente applicata anche ad altri mercati, come ad esempio quello USA, o a sotto-gruppi dello stesso Stoxx 600 come l’indice EuroStoxx che prende in considerazione i soli titoli in Euro.

Redazione: Storicamente quali sono stati i risultati della strategia?

La strategia è stata da noi ripetutamente testata sul mercato europeo negli ultimi sei anni. Il maggiore studio che abbiamo condotto in merito ha dato risultati estremamente interessanti. Abbiamo simulato l’andamento di 1.000 portafogli costruiti secondo le logiche e i principi della strategia “Evergreen” sui titoli dell’indice EuroStoxx. Nel periodo analizzato, il 94% di questi portafogli ha battuto l’indice di riferimento, con una extra-performance media intorno al 60%.

Redazione: In che modo è possibile accedere alla strategia?

Se in linea con il profilo di rischio e con gli obiettivi di investimento, la strategia può entrare a far parte del portafoglio dei clienti ALFA con un rapporto di consulenza continuativo.

Inoltre, è data a tutti la possibilità di sottoscrivere un abbonamento alle liste “Evergreen” generate periodicamente dall’ufficio studi ALFA.

Sulla base dei nostri studi, un portafoglio costruito con una qualsiasi combinazione iniziale dei titoli presenti in una lista è in grado di generare performance di lungo periodo positive se negli anni successivi vengono seguite diligentemente le operazioni di compravendita suggerite dal modello.

Redazione: Grazie Stefano! Ricordiamo che il tema è stato anche trattato a Rimini il 19 maggio, in occasione dell’ITForum 2017. Stefano Simionato e Gianni Lupotto hanno condotto il seminario gratuito dal titolo “Costruire un portafoglio azionario a bassa movimentazione che batte il mercato nel 94% dei casi”.

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