Tema del mese: Patrimoni da difendere

Articolo a cura di Stefano Simionato, Responsabile Ufficio Studi ALFA SCF, estratto dal report mensile ALFA&BETA di Febbraio 2018 riservato ai clienti (scarica qui i report ALFA&BETA Sintesi).

 

TEMA DEL MESE – FEBBRAIO 2018 – PATRIMONI DA DIFENDERE

L’economia europea sembra essere finalmente uscita dalla crisi: la crescita dell’ultimo anno è stata robusta e superiore alle attese, la disoccupazione è in generale calo e le previsioni degli  economisti sono incoraggianti anche per il 2018.
In questo contesto positivo è ora interessante osservare i bilanci delle famiglie, per valutare più da vicino l’effettivo stato di «salute finanziaria» dei consumatori e per avere un’idea di quanto possano essere sostenibili nel lungo termine gli attuali ritmi di crescita.

Analizzando per prima cosa il tasso di risparmio e il tasso di indebitamento si nota che, sebbene la fase recessiva sia ormai alle spalle, alcuni suoi effetti sono tuttora presenti.
La capacità di risparmio delle famiglie europee, già in calo da ormai due decenni, è infatti diminuita sensibilmente negli anni della crisi ed è rimasta bassa anche negli ultimi anni di ripresa.
E’ significativo il caso dell’Italia (dall’essere il più alto d’Europa, il nostro tasso di risparmio è oggi sotto la media continentale), ma come dimostrano i dati di Austria e Finlandia il fenomeno non ha riguardato solo l’Europa mediterranea.

Parallelamente ad una minore capacità di risparmio, negli ultimi decenni le famiglie europee hanno anche gradualmente alterato i loro equilibri finanziari facendo un crescente ricorso al debito. Il tasso di indebitamento è cresciuto di oltre il 20% dall’inizio del secolo, raggiungendo in alcuni casi (come Olanda e Portogallo) valori preoccupanti. Le famiglie italiane, pur rimanendo le meno indebitate d’Europa, hanno oggi passività in proporzione più che raddoppiate rispetto a fine anni ‘90.
La tendenza a tagliare i risparmi e ad accendere più prestiti sembra aver caratterizzato le famiglie di tutta Europa con una sola, grande, eccezione. I bilanci delle famiglie tedesche hanno avuto una parabola inversa rispetto a quella dei paesi confinanti. Il tasso di risparmio è moderatamente cresciuto rispetto a fine anni Novanta mentre l’indebitamento è andato calando.

Se, come visto, l’andamento dei «flussi» (a parte la Germania) non è dei più incoraggianti, diventa a questo punto molto importante osservare la situazione dei patrimoni.
In fasi come quella attuale di redditi stagnanti e possibili squilibri finanziari derivanti dal debito, solo una solidità patrimoniale può infatti garantire l’equilibrio dei conti familiari e, in aggregato, rendere più sostenibili i ritmi di crescita.

I dati del Global Wealth Report 2017 di Credit Suisse ci dicono che la situazione da questo punto di vista non è affatto negativa. Il livello dei patrimoni delle famiglie europee è continuato a crescere anche durante la crisi ed è oggi molto superiore rispetto ai livelli di inizio secolo.
In Italia, in particolare, pur essendo cresciuto proporzionalmente meno che altrove, il patrimonio medio rimane tra i più alti, maggiore anche rispetto a quello tedesco. Difendere e gestire adeguatamente questa ricchezza diventa sempre più importante.

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