Alfa&BetaSintesi Maggio 2018

  • Le economie occidentali rallentano, ma crescono ancora
  • L’inflazione europea rimane bassa
  • Gli azionari ritornano sui livelli di fine 2017
  • Il Dollaro recupera terreno
  • Tema del Mese: «Il sistema bancario europeo, due anni dopo la crisi»

SCENARIO MACRO

Gli indici PMI di aprile confermano il rallentamento delle economie occidentali. La produzione manifatturiera frena rispetto ai livelli di fine 2017 e particolarmente deludenti sono stati i dati relativi all’Italia.

Ciò detto, è bene sottolineare che si tratta di un peggioramento solo relativo rispetto ai livelli massimi storici raggiunti alla fine dello scorso anno.

Seppur più deboli rispetto a qualche mese fa, tutti gli indicatori rimangono infatti decisamente in area espansiva e gli stessi dati ufficiali sui PIL del primo trimestre 2018 confermano la prosecuzione della fase di crescita.

Per quanto riguarda la crescita del PIL, peraltro, è stata positiva la prima lettura per il Q1 relativa all’economia americana (+2,3% annualizzato). Rimanendo in territorio anglosassone, delude invece l’andamento dell’economia britannica. Il primo trimestre ha visto una crescita appena dello 0,1% contro attese allo 0,3%.

Guardando infine alla Cina, notiamo una crescita leggermente inferiore alla attese nel primo trimestre. Tuttavia arrivano indicazioni positive dai consumi e dall’indice PMI ufficioso misurato da Caixin.

Se il ritmo di crescita delle economie sembra come detto subire una flessione dopo l’ottimo 2017, il livello dei prezzi rimane al contrario ancorato ai bassi livelli già registrati negli ultimi trimestri. L’inflazione dell’area Euro rimane lontana dal 2% obiettivo della BCE a marzo e si conferma bassa (1,2%) anche stando alle prime stime per aprile.

Situazione decisamente differente invece oltreoceano. Mentre la disoccupazione raggiunge il minimo da diciotto anni e ad aprile sono stati creati 164 mila nuovi posti di lavoro (con salari medi in aumento del 2,6%), crescono le spinte inflattive. A marzo si è registrato un tasso di crescita dei prezzi pari al 2,4%, con il dato core (depurato da prezzi di cibo ed energia) in crescita dall’1,8% al 2,1%…[continua]

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